Dal Legno da Ardere all’Illuminazione: Un Viaggio Zen con Eno e Shinzan Roshi

Questa settimana ho condotto una sessione incentrata su due straordinari insegnanti Zen: Eno (un semplice boscaiolo analfabeta la cui vita cambiò grazie a un singolo momento di intuizione) e Shinzan Roshi, i cui insegnamenti costituiscono le fondamenta della tradizione Zenways. Ho scelto Eno semplicemente perché mi risuona la sua storia—un uomo che viveva una vita ordinaria e completamente insignificante secondo i canoni convenzionali.

Il punto di svolta di Eno arrivò quando udì un verso del Sutra del Diamante: “Non dimorare da nessuna parte e lascia emergere la mente.” In quel momento, si rese conto che tutte le idee su se stesso, sugli altri, sul bene e sul male non sono verità fisse, ma costruzioni mentali. Non apparve nulla di mistico—piuttosto, qualcosa cadde. Questa “caduta” è ciò che lo Zen chiama illuminazione.

Shinzan Roshi sottolineava una chiarezza simile attraverso il concetto di kensho, che significa semplicemente “vedere direttamente la propria vera natura.” Per lui, le tre priorità della pratica Zen erano tutte kensho:

  1. Vedere chiaramente: Non credere automaticamente a ogni pensiero, comprendendo che la mente costruisce storie sul sé e sul mondo.
  2. Lasciare emergere e passare: Permettere a pensieri, emozioni e giudizi di venire e andare senza afferrarsi o respingerli.
  3. Vivere l’illuminazione: Portare questa chiarezza nella vita quotidiana, lasciando che l’intuizione guidi il nostro parlare, agire e relazionarci con gli altri.

Un punto fondamentale è che l’illuminazione non richiede circostanze speciali. L’intuizione di Eno avvenne mentre lavorava, non in un tempio. La pratica Zen consiste nel vedere la vita chiaramente così com’è, che si stiano lavando i piatti, camminando per strada o ascoltando un’altra persona. I momenti ordinari sono la tela dell’intuizione.

Durante la sessione, i partecipanti hanno riflettuto su due domande in coppia:

  1. Dove la tua mente rimane intrappolata in idee su te stesso?
  2. Ci sono stati momenti ordinari in cui qualcosa si è allentato, in cui ti sei semplicemente lasciato fluire con la vita senza cercare di sistemare o migliorare qualcosa?

Attraverso la storia di Eno e gli insegnamenti di Shinzan Roshi, vediamo che l’illuminazione non è riservata a chi è colto o spiritualmente impressionante—è disponibile a chiunque sia disposto a vedere chiaramente in questo momento. Lo Zen, nella sua essenza, riguarda presenza, semplicità e chiarezza, anche nella vita ordinaria.