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Né uguale né diverso

Qualche giorno fa mi sono trovato a riflettere sulla parola normale.

Che cosa significa davvero?

Normale rispetto a chi?

Rispetto a cosa?

Se mi alzo alle cinque del mattino per uscire in bicicletta, qualcuno potrebbe considerarlo normale. Qualcun altro potrebbe pensare che sia assurdo.

Se medito ogni giorno, per qualcuno è normale. Per altri no.

La stessa azione può essere normale o anormale a seconda di chi la osserva.

Poi la riflessione ha preso un’altra direzione.

Spesso diciamo che le cose sono uguali o diverse.

La strada che percorro ogni mattina è la stessa strada.

Eppure non è la stessa.

Gli alberi sono cresciuti un po’.

La luce è diversa.

Io stesso sono diverso.

Ma è davvero così semplice?

Per dire che qualcosa è uguale devo confrontarla con qualcos’altro.

Per dire che qualcosa è diversa devo fare la stessa cosa.

In entrambi i casi sto misurando.

Sto creando una relazione tra due immagini, due ricordi, due idee.

Ma prima del confronto?

Prima che la mente dica “uguale” o “diverso”?

Che cos’è?

Forse è soltanto questa strada.

Questo cielo.

Questo respiro.

Questa pedalata.

Né uguale né diversa.

Semplicemente ciò che è.

Nella pratica Zen incontriamo spesso questo invito: vedere ciò che è presente prima che la mente cominci a dividere il mondo in categorie.

Normale o anormale.

Giusto o sbagliato.

Successo o fallimento.

Uguale o diverso.

Le categorie hanno la loro utilità. Ci aiutano a orientarci nella vita quotidiana.

Ma quando dimentichiamo che sono soltanto categorie, finiamo per confonderle con la realtà stessa.

Allora la strada non è più una strada.

Diventa “la stessa strada di ieri”.

Il cielo non è più il cielo.

Diventa “più bello” o “meno bello”.

La vita non è più la vita.

Diventa un confronto continuo con ciò che ricordiamo o con ciò che immaginiamo.

Eppure, ogni tanto, durante una passeggiata, una pedalata o semplicemente guardando fuori dalla finestra, può apparire un momento diverso.

Un momento in cui non c’è nulla da confrontare.

Nulla da misurare.

Nulla da definire.

Solo quello che appare, così com’è.